{"id":5721,"date":"2018-09-05T13:57:00","date_gmt":"2018-09-05T11:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/storiediparodiaquotidiana.com\/2018\/09\/05\/%e2%9e%a1%ef%b8%8f%f0%9f%92%97hai-detto-parto%f0%9f%92%bc%f0%9f%92%97%e2%ac%85%ef%b8%8f\/"},"modified":"2019-03-08T00:15:07","modified_gmt":"2019-03-07T23:15:07","slug":"%e2%9e%a1%ef%b8%8f%f0%9f%92%97hai-detto-parto%f0%9f%92%bc%f0%9f%92%97%e2%ac%85%ef%b8%8f","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/storiediparodiaquotidiana.com\/en\/2018\/09\/%e2%9e%a1%ef%b8%8f%f0%9f%92%97hai-detto-parto%f0%9f%92%bc%f0%9f%92%97%e2%ac%85%ef%b8%8f.html","title":{"rendered":"Hai detto parto?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pensavo che ultimamente \u201cStorie di Parodia Quotidiana\u201d parla molto del\nmondo della maternit\u00e0 anche se in realt\u00e0 non \u00e8 nato per specializzarsi sulla\nquestione: il fatto \u00e8 che sono diventata mamma da quasi un anno e negli ultimi\nmesi mi sono dedicata praticamente solo alla mia bambina, perci\u00f2 capirete bene\nche i miei argomenti per ora sono abbastanza ridondanti, per cos\u00ec dire, perci\u00f2\nnon me ne vogliate.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questa poi, \u00e8 una storia importante, che mi sta molto a cuore e che\nprogetto da mesi di scrivere.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ho deciso di procedere ora, in quanto si sta avvicinando il periodo durante\nil quale ho vissuto l\u2019esperienza di cui vorrei rendere parte chi avr\u00e0 voglia di\nleggere un resoconto non troppo esplicito ma neppure eccessivamente taciuto e\ncamuffato (UDITE, UDITE) del parto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Due sono i motivi per la quale questo racconto \u00e8 cos\u00ec rilevante per me: primo, certamente, per l\u2019evidente e comprensibile intensit\u00e0 dell\u2019occasione che ho vissuto e, secondo, per il fatto che poco prima del fatidico momento me ne stavo a ricercare esperienze e racconti online per figurarmi almeno un po\u2019 ci\u00f2 che mi sarebbe accaduto, chiedendo a fratello Google come sarebbe iniziato il tutto e ricevendo solo risposte allucinate ed allucinanti, per cui ho pensato che un racconto spassionato sarebbe potuto interessare a qualcuno attualmente nella medesima posizione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In realt\u00e0,io, qualche infarinatura sull&#8217;argomento l&#8217;avevo gi\u00e0 ricevuta ed anche da fonti attendibili: avevo svolto infatti il corso preparto e l\u2019ostetrica aveva rendicontato in modo esauriente e competente ci\u00f2 che sarebbe avvenuto. Inoltre, dopo aver rivisto per l\u2019ennesima volta Lost, ed essersi imbattuto in una scena che fino a quel momento l\u2019aveva completamente lasciato indifferente, che trattava di una donna incinta che si era trovata a dover partorire in un bosco sola con il marito con esiti (PERALTRO) disastrosi, Claudio aveva deciso che avremmo dovuto essere pronti a qualunque evenienza, e quindi se ne stava da circa un mese a visionare con espressione raccapricciata (simile a quella dello spettatore di \u201cNon aprite quella porta\u201d) orribili video su You Tube sul tema, scuotendo la testa alla fine di ogni cortometraggio e rivolgendo un sguardo rammaricato nella mia direzione dicendo in modo confortante \u201cmamma mia amore, mi spiace per te\u201d. Non da ultimo erano anni che guardavo \u201csedici anni e incinta\u201d su Mtv, quindi avrei dovuto essere pi\u00f9 o meno un Guru della materia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nonostante tutto ero sempre pi\u00f9 perplessa e me ne stavo a cercare resoconti\nper placare la mia sete di conoscenza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non trovavo per\u00f2, nulla che mi sembrasse utile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mi chiedevo come sarebbe iniziato il tutto, se avrei avuto il tempo di\nlavarmi i capelli e se sarei stata in grado di riconoscere le contrazioni. Cosa\ndiamine si intendeva poi,per contrazioni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel frattanto, avevo anche visitato le sale parto e avevo scorto\nprofeticamente in tale location una raccapricciante immagine di me nuda come un\nverme, sbraitante e urlante orribili e indecorose contumelie, in un remake\nassai ispirato de \u201cL\u2019esorcista\u201d del 1973.&nbsp; Oltre allora ad aver tantissimi\nquesiti, ero anche preoccupata di tre fattori fondamentali: primo, lo stare\nnuda davanti a tanta gente, dato la scarso ricorso al rasoio di quei mesi; due,\nla paura che mi sarei fatta la cacca addosso; tre,il terrore che sarei stata\nsboccata e violenta oltre che inopportuna e disdicevole nelle esternazioni verbali\ndel dolore.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>No, mia figlia non poteva nascere mentre imprecavo come un mozzo di una\nnave mercantile e strattonavo come un pupazzo di pezza il suo pap\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In un delirante circolo di interrogativi e proiezioni abbacinanti, arriv\u00f2\nil giorno in cui mi si ruppero le acque.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non fu come me l\u2019ero immaginato, pensavo sarebbe stata una cosa impetuosa e\nveemente, che mi faceva venire in mente a livello visivo&nbsp; (quando tentavo\ndi figurarmi quell\u2019eventualit\u00e0) &nbsp;il \u201cGioco delle secchiate\u201d di \u201cNon \u00e8 la\nRai\u201d che guardavo con mia nonna, quando da un momento all\u2019altro le ragazze,\ndopo aver tirato la leva, si potevano aspettare una pioggia di Dietorelle in\ntesta.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Invece per me fu solo un rivoletto flebile ma continuo, per cui comunque mi\nrecai in ospedale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La foto che allego, parla di una me ridanciana e per nulla agitata, qualche\nora dopo l\u2019accertamento del fatto che il rivoletto in questione fosse\neffettivamente il segno che il momento fosse giunto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dalla rottura delle acque, prima di qualunque intervento medico, si aspetta\nche qualcosa si metta autonomamente in moto e dato che io non sentivo il minimo\ndolore, me ne stavo spiaggiata in camicia da notte sul letto della mia camera\nall\u2019ospedale, a compilare con grande dedizione ed entusiasmo con l\u2019infermiera\nla lista di ci\u00f2 che avrei preferito per pranzo e per cena ( crescenza o\nprosciutto cotto?) e a prescrivere a mio marito ci\u00f2 che mi serviva dalla Coop (\n\u201cE prendimi il grana che ho la pastina a mezzogiorno, quattro banane se mi\nviene fame\u2026poi creakers, i succhi per il travaglio e un dolcetto a tua scelta,\ntanto ormai la dieta pu\u00f2 ritenersi bell\u2019\u00e8 che finita *grasse risate*\u201d).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quel giorno ci fu un tramonto magnifico, non ne avevo mai visto uno tanto\nbello. La stanza era colorata di rosa, rosso e arancio. La volta era tutta una\nsfumatura davanti alla quale rimasi a bocca aperta: quello era il cielo\nfiabesco che mi faceva gli auguri per la notte che mi attendeva.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La sera,&nbsp;fui spedita a dormire alle otto e Claudio a casa dato che\nnulla si stava ancora muovendo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mi svegliai all\u2019una, per fare un monitoraggio: solo piccole contrazioni\nrilevate dall\u2019aggeggio, ma io non sentivo ancora nulla.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Decisi di andare in bagno per fare pip\u00ec e cos\u00ec, da un\nmomento all&#8217;altro, con incredibile impeto e senza preavviso alcuno \u00e8 cominciato\nil \u201cgrande show\u201d.<br>\nPotrei descriverlo inizialmente come un certo dolorino sospetto al basso\nventre, che faceva venire le gambe un po&#8217; tremanti.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Piano piano, il dolore cresceva, e si tramutava in un\nciclico alternarsi di ondate di questo particolare male che raggiungeva un\nculmine, per poi decrescere e acquietarsi momentaneamente e completamente\nlasciandomi prendere il respiro.<br>\n<\/strong><strong>Contando fra una contrazione e\nl&#8217;altra cominciai ad accorgermi che il loro arrivo si stava facendo sempre pi\u00f9\nregolare e frequente.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Era ora di chiamare il buon Claudio.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A tentoni raggiunsi il letto e mi ci appoggiai di\nsghimbescio in quanto proprio in quel momento fui trapassata da una nuova\ncontrazione; cercai il telefono rovesciando rovinosamente tutto ci\u00f2 che avevo\ncollezionato sul comodino posto al fianco del mio giaciglio, con un occhio misi\na fuoco il suo nome sullo schermo e, una volta avviata la chiamata, gli\nmugugnai che era giunto il momento di abbandonare la branda, per venire ad\nassistermi.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cArrivo subito!\u201ddisse.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando giunse, ero gi\u00e0 in sala parto, seduta con espressione drammatica su\nuna di quelle palle giganti che si usano in palestra, in attesa di entrare\nnella vasca con l\u2019acqua calda per proseguire l\u00ec il travaglio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cCiao amore! Come va?\u201d mi chiese.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli rivolsi uno sguardo greve agitando una mano davanti al viso: \u201cmmmmmh,\nun male!\u201d bofonchiai.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tutto ci\u00f2 che accadde dopo vorrei descriverlo solo tramite immagini:il\nsollievo infuso dall&#8217;acqua calda; la voce, il tocco affettuoso, i sussurri, i\nconsigli materni e le esortazioni dell\u2019ostetrica; il caldo, il sonno, quel\ndolore che come una coperta spessa lambiva tutto il mio corpo e\nquell&#8217;irrefrenabile necessit\u00e0 di spingere;Claudio che dirigeva le fasi di\nrespiro con grande professionalit\u00e0 mentre si soffiava il naso perch\u00e9 aveva il\nraffreddore, il silenzio e la discrezione della notte, la sensazione d\u2019essere\nun animale in una grotta ( tipo UN\u2019 ORSA, per intenderci), perch\u00e9 il parto \u00e8\nuna di quelle cose della vita ancora primitive e originarie che accomuna tutte\nle donne ( e i mammiferi,almeno credo) di ogni tempo nonostante tutti i\nprogressi; lo sforzo di spingere cos\u00ec forte che ti sembra di essere un cannone\n(pi\u00f9 che la donna cannone), gli sbadigli e la stanchezza di chi mi assisteva,\nperch\u00e9 questo momento \u00e8 un&#8217;attesa, un ascolto, un assecondare il corpo, senza\npossibilit\u00e0 di intervento o velocizzazione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Acconciata signorilmente come un membro dei Kiss e sudata come un&#8217;anatra laccata al forno, tutti\u00a0i prefissi voti di morigeratezza e pudicizia erano sfumati: me ne stavo a vagare nuda come una scimmia, appesa da un poggiolo ad un altro, rifiutando qualunque proposta di infilarmi un qualsivoglia lembo di vestiario.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il tempo passava lentamente, scandito dal ticchettio dell\u2019orologio appeso al muro e dal battito dei nostri cuori.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cos\u00ec passarono, lentissime, le ore.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Poi, finalmente, mentre l\u2019alba faceva capolino e dopo l\u2019ennesima fortissima\nspinta, fece capoccella la testa della nostra Lea che alla successiva si\npalesava finalmente con tutto il suo splendido corpicino.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come descritto a suo tempo dalla mia amica Elena, la sensazione \u00e8\nesattamente quella che si proverebbe se immaginaste d\u2019essere uno scolapasta umano\ngigante.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mio marito aveva assistito alla scena frontalmente, e se ne stava\nammutolito dallo stupore a boccheggiare come un pesce.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando misero Lea fra le mie braccia io e Claudio rimanemmo a contemplarla,\nrapiti.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Era incredibile, una bambina fatta e finita, piombata, da un momento\nall&#8217;altro, nelle nostre vite, colmandole d&#8217;amore.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8220;Amore, siamo in Valsesia, non alle Hawaii come ti avevamo detto dal\npancione&#8221;. Dissi accarezzando quelle piccole dita dalle unghiette in\nminiatura che parevano trasparenti. Apriva e chiudeva gli occhi lentamente,\ncome a capacitarsi anch&#8217;essa di ci\u00f2 che la circondava.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Anche lei aveva certamente passato una notte movimentata, considerando in\nquali angusti passaggi aveva dovuto insinuarsi per potersi congiungere\nfinalmente alla sua famiglia: &#8220;sei stata bravissima, piccola&#8221;.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Siamo state l\u00ec, strette, a goderci l&#8217;un l&#8217;altra assaporando un&#8217;incredula,\nnuova felicit\u00e0: tutto il male e la fatica erano magicamente scomparsi, non\nappena la nostra bambina era nata.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Erano le 7.03 di gioved\u00ec 5 ottobre 2017.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Benvenuta, amore mio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pi\u00f9 tardi, tornai in stanza con la camicia da notte tutta sporca di sangue,\ncamminando incerta sulle gambe tremanti e scuotendo trionfalmente le mani unite\na conchiglia all&#8217;altezza delle orecchie a Mo&#8217; di festeggiamento alla Rocky\nBalboa, mentre le ostetriche del cambio turno mi facevano i complimenti e gli\nauguri e Lea veniva visitata. Mi sentivo gratificata e soddisfatta come avessi\nscalato con successo il Nanga Parabat o l&#8217;Annapurna scalza, a mani nude e senza\nallenamento.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8220;Amore, meglio che dormo un po&#8217; che ho passato una notte faticosissima\nsenza chiudere occhio&#8221; disse Claudio una volta in stanza, sprofondando\nnella poltrona dirimpetto al mio letto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bene, ecco fatto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Posso dire che il parto \u00e8 stato un&#8217;esperienza davvero unica, profonda e\nintensa. Meravigliosa. Catartica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Certo, non \u00e8 la strada all&#8217;orto, non voglio farla troppo semplice, per\u00f2 ha\nla sua innegabile bellezza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sono ben conscia che non tutti i parti sono cos\u00ec, ma mi sento di dire a\ntutte coloro che si apprestano a vivere l&#8217;esperienza,di non dar conto a chi\ncerca in tutti i modi di spaventarvi con resoconti splatter e intimidazioni\nraccapriccianti, perch\u00e9 ogni parto \u00e8 a s\u00e9, a prescindere da quello che vi\ndiranno.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per quelle spaventatissime, che preferirebbero un cesareo, da esperienze\nraccontatemi posso dire, seppur da profana, che nemmeno quello \u00e8 una\npasseggiata di piacere,anzi, tutt&#8217;altro.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per quelle invece, che debbono farlo obbligatoriamente e magari non\nvorrebbero (sempre in virt\u00f9 di resoconti coinvolgenti di chi lo ha vissuto)\nl&#8217;emozione \u00e8 la medesima di uno naturale, anche se la dinamica diversa.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che dire, a raccontarlo mi batte ancora forte il cuore.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sono davvero contenta d&#8217;aver scritto questa storia in Parodia Quotidiana.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mi piace immaginare di aver fugato qualche piccolo dubbio, d&#8217;aver dato\nun&#8217;idea anche spicciola della dinamica, fatto sorridere o anche solo\nrispolverato ricordi importanti e appassionati a qualche altra mamma, come me.<\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pensavo che ultimamente \u201cStorie di Parodia Quotidiana\u201d parla molto del mondo della maternit\u00e0 anche se in realt\u00e0 non \u00e8 nato per specializzarsi sulla questione: il fatto \u00e8 che sono diventata mamma da quasi un anno e negli ultimi mesi mi sono dedicata praticamente solo alla mia bambina, perci\u00f2 capirete bene [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":2,"featured_media":5994,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-5721","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storie-di-parodia-quotidiana"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v25.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Hai detto parto? 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